sabato 19 maggio 2012

Tierpark - Conoscendo Dumbo





Tierpark - Conoscendo Dumbo, un set su Flickr.

Una domenica (freddissima) di maggio per visitare il Tierpark, zoo di Berlino est, e fare la conoscenza di un piccolo elefantino nato da pochi giorni!

martedì 1 maggio 2012

Football in Berlin




Football in Berlin, un set su Flickr.

Prima partita dei Thunderbirds Berlin! Per la cronaca non ci capisco niente di Football americano (mi sembrava una sfida tra power rangers e cavalieri dello zodiaco) ma ci gioca un collega!

Anmeldung, krankenkasse e cazzi e mazzi


La burocrazia tedesca puó essere una spina nel fianco per chi arriva a Berlino pensando che il peggio lo abbiamo noi in Italia. Non si scappa... senza la anmeldung (l’iscrizione al comune di Berlino) non si fa niente. Supponendo che abbiate giá un lavoro da dipendente e che arriviate a Berlino per iniziare questo lavoro, nell’ordine bisogna:
  1. Comprarsi una sim tedesca nei posti tipo rossmann, lidl e rewe, di operatori come fonic e blau che richiedono l’attivazione online e quindi non tramite operatore che vi richiederebbe l’anmeldung. In fase di registrazione della sim fornite pure un indirizzo falso o di un amico (potrete modificarlo in seguito). Blau nello specifico possiede molte opzioni dati flat per smartphone a partire da pochi euro mensili (4,99 nel momento in cui scrivo); quest’ultima informazione si collega a quello che spero ormai sia un dato di facto per il 2012, ovvero che senza internet non si va da nessuna parte (anche perché vi serve per registrare la sim online).
  2. Cercare casa, disperatamente! Molti avventori sono dell’avviso di cercarsi un buco anche solo per poche settimane o mesi per poi trovarsi una sistemazione definitiva (e ho giá spiegato che non é cosí difficile trovare annunci per case in affitto anche solo per una settimana); io per quanto detto e per quanto mi é capitato non sono di questo avviso. Costa troppa fatica girare una cittá (sconosciuta) delle dimensioni di Berlino a soprattutto non dimenticarsi MAI che a dispetto di ció che mi era stato riferito, il cambio di indirizzo va ogni volta comunicato presso quegli uffici che ne fanno uso, in primis bisogna dis-anmeldarsi dal vecchio domicilio e ri-anmeldarsi nel nuovo (e questo richiede file impegnative, a meno che non vi prenotiate online se il vostro Bürgeramt lo prevede); se poi siete iscritti all’AIRE dovete comunicarlo anche al consolato italiano presso l’ambasciata, e infine se avete un conto corrente tedesco dovrete fare il cambio di domicilio anche presso la vostra banca. Quindi trovatevi una casa (che giá é una gran cosa) e tenetevela stretta!
  3. A questo punto c´é un passo ovvio: fare sta cavolo di anmeldung! Trovate il Bürgeramt (l’ufficio competente del vostro quartiere) piú vicino e se possibile prenotatevi online per fare la vostra registrazione, in alternativa all’atto della consegna del numero per il vostro turno é possibile lasciare un numero di cellulare tedesco (ecco perché tra le altre cose vi serve una sim) per essere avvisati dieci minuti prima della vostra chiamata. Io la butto lí, anche perché in molti mi smentiranno, ma a me e altri conoscenti é capitato di trovare impiegati che non parlavano un acca di inglese. Morale: se avete un amico che parla tedesco é venuta l’ora di offrirgli una cena!
  4. Fatta l’anmeldung in cui avrete comunicato il vostro indirizzo, dovrete pazientare qualche giorno per la ricezione via posta del vostro codice identificativo (codice fiscale). Io ho dovuto aspettare solo qualche giorno e ho ricevuto un semplice foglio con in alto a destra riportato il codice malefico.
  5. Se avete un contratto di lavoro (o forse anche no) con il codice fiscale tedesco dovrete recarvi all’ufficio delle finanze (Finanzamt) e registrarvi anche presso di loro per essere in regola col pagamento delle tasse (e quí non siamo in Italia... non aggiungo altro).
  6. Infine sempre con l’anmeldung in mano dovrete provvedere a stipulare un’assicurazione sanitaria (krankenkasse) che nel mio caso (essendo pagata per metá dal datore di lavoro) é stata fatta dalla mia azienda. Riceverete per posta un tesserino sanitario che dovrete usare come quello italiano.
  7. Ricordo, soprattutto per chi ha pendenze fiscali con l’Italia che entro 90 giorni dall’arrivo in Germania bisogna (diciamo bisognerebbe) iscriversi all’AIRE (ass. italiani residenti all’estero) presso l’ambasciata italiana, e anche in questo caso bisogna fornire l’anmeldung comprovante la vostra residenza a Berlino. Per vostra informazione con la registrazione all’AIRE perderete l’assistenza sanitaria italiana (che comunque vi da accesso all’assistenza sanitaria tedesca pagando 10 euro), quindi se non avete l’assicurazione tedesca fossi in voi ci penserei un attimo.

venerdì 13 aprile 2012

Riassumendo... cercare casa a Berlino ed abitarci


Senza la presunzione di dare consigli non richiesti o elargire lezioni su argomenti troppo soggettivi, mi permetto di fare il punto su quello che ho imparato sulle case a Berlino:
  • Cercare casa non é semplice. Nel mio caso é stato complesso ma alla fine in una settimana una casa l’ho trovata con tutte le pseudo-tragedie che ne sono scaturite in seguito. Navigando tra vari forum e sentendo testimonianze dirette devo dire che soprattutto in questo periodo storico trovare casa é quasi impossibile e se sicuramente stiamo assistendo ad un migrazione di massa verso la capitale tedesca, é anche vero che noi italiani (io in testa) abbiamo delle aspettative (spesso) molto alte. Vogliamo tutti un bel monolocale / loft nel quartiere che piú ci rispecchia, ma purtroppo a Berlino vince chi si adatta. Quindi per cercare casa non rimane altro da fare che rastrellare tutte le possibili fonti di annunci (e ovviamente sto parlando di internet), sostenere quei (fastidiosi) provini e beccarsi un bel po´ di due di picche e perseverare nella ricerca.
  • Ottobre é il mese peggiore per cercare casa a Berlino: iniziano i corsi universitari e se voi non siete studenti difficilmente supererete i “casting”.
  • Abbassare fino al limite della decenza le aspettative sulla casa e sui coinquilini. Io ho pagato caro questo aspetto (e forse anche la mia padrona di casa). Le case (e le stanze a Berlino) sono di norma vuote e per lo piú sono vecchie (bene che vi va restaurate) quindi qualche malfunzionamento o qualche carenza sono leciti e probabili (per non dire certi). Puó capitare che il precedente inquilino vi faccia un forfait del suo arredamento, ma non sempre conviene (a Berlino ci sono molti IKEA, quindi fatevi i vostri conti) e a volte il letto é un materasso buttato per terra. Anche con i coinquilini non ho trovato molte vie di mezzo: se capitate con studenti o “artisti” vi beccherete un WG party a settimana (il che significa tanto spasso e poco sonno), se capitate con lavoratori seriali silenzio in sala che alle 22 si dorme.
  • Prediligere contratti di affitto “flatrate”: io saró anche freddoloso, ma vi assicuro che qui i termosifoni funzionano molto, e le bollette non si pagano da sole! Inoltre avrete bisogno di internet (anche solo per usare skype / facebook per rimanere in contatto con i vostri cari) e questa seppure bassa é pur sempre un’altra spesa. Visto che di solito é possibile avere un contratto che comprende anche le spese, fatevi i vostri conti ché magari vi conviene (e se mal sopportate i -15 gradi é meglio prevenire che curare).
  • Ovviamente, ma é meglio dirselo ancora una volta, niente bidet!
Per concludere, a bilancio di questo primo mezzo anno a Berlino, vi lascio con un barlume di speraza: i primi mesi non sono mai una passeggiata, ma col passare del tempo non si puó che innamorarsi di Berlino... poi fra un po´di mesi dovró rimettermi alla ricerca di una casa e probabilmente torneró a maledire il giorno in cui ho deciso di trasferirmi, ma passata la tempesta mi ricorderó che tutto questo fa parte della follia di questa cittá.

martedì 7 febbraio 2012

La Gentrification

Cos'è la 'Gentrification'? Letteralmente (tradotto dall'inglese) è la 'borghesizzazione' e riguarda ciò che sta succedendo a Berlino. Al centro di questo processo ci sono gli artisti, quelli che ho spesso citato con meraviglia nei mie post sulla ricerca della casa, portatori sani di esclusività e mondanità nei luoghi in cui si trasferiscono. Questo fa si che se metti degli artisti in un quartiere poco alla moda e fondamentalmente povero, questi innescheranno una serie di meccanismi per cui alla fine il quartiere attirerà investitori e diventerà esclusivo e sopratutto borghese (da qui 'gentrification'). Ecco quindi che il risultato ultimo di questo processo è la speculazione edilizia, tanto cara a noi italiani!
Negli anni sono già stati 'gentrificati' quartieri come Mitte e Prenzlauer Berg, che conosco molto bene (vivendo in uno e lavorando nell'altro). Il tutto ha richiesto tra i 10 e 15 anni, nemmeno troppo tempo, ma ha portato allo svuotamento degli abitanti originali di questi quartieri (l'80% delle persone si è trasferita altrove) svuotandoli della loro storia e della loro anima. Qualcuno parla di Wedding come prossimo candidato.
L'argomento è complesso e forse nemmeno alla mia portata, ma tutti quelli che si stanno trasferendo ora a Berlino dovranno farci i conti, se non ora tra qualche anno.
Vi lascio ad un documentario sull'argomento girato da due italiani, è diviso in tre parti e alla fine del primo video troverete il link alle altre due parti. Ne consiglio la visione anche solo per 'farsi un giro' a Berlino! 

domenica 5 febbraio 2012

INFO TECNICA

Cari Lettori, 
come avrete notato sto pubblicando i post RETRO DATATI.
Il motivo è che inizialmente mi era stato chiesto di scrivere delle mie esperienze per un altro sito internet, ma la cosa non mi ha soddisfatto e così sto progressivamente rielaborando quanto fatto per pubblicarlo in questo blog mantenendo però le date originali che danno meglio l'idea del periodo storico dei fatti.

giovedì 12 gennaio 2012

Il pesce... nella rete


Se c’é una cosa che mi ha colpito durante la prima visita in quella che é ancora la mia dimora, é il bagno. Sulla toilette qui in Germania ci sarebbe da fare un discorso lungo e articolato, ma il rischio é di sfociare in stereotipi del tipo ‘i tedeschi non si lavano, noi invece abbiamo persino il bidet’. Comunque la pensiate sull’igiene personale, io sono dell’avviso che un bagno funzionale con una bella doccia, laddove si ha la necessità di lavarsi spesso, é fondamentale. E dalle case che ho visto non sempre questa è una costante: personalmente odio la vasca da bagno, non vivrei senza doccia, e preferisco di gran lunga lavandini di dimensioni generose, onde evitare di allagare la casa ad ogni lavata di denti. Bene, questa casa ha un bagno nuovo, chiaramente aggiunto alla stanza in un secondo tempo, ma proprio per questo con una bella doccia ad angolo di dimensioni più che generose, bei sanitari in perfette condizioni e un grande specchio. Ma come insegna la cultura popolare, l’apparenza inganna! Dopo sole due settimane che vivevo nella mia pseudo casa, tornando dal lavoro ho trovato un biglietto scritto dalla signora tedesca della terza stanza in cui mi invitava a chiamare l’amministratore per delle copiose perdite d’acqua provenienti dal mio bagno nelle cantine sottostanti. Tralasciando la mia ennesima reazione melodrammatica, ma dovuta al sommarsi di tutti gli eventi precedenti, contatto la mia padrona di casa in Italia, la quale chiama il suo agente qui a Berlino che telefona all’amministratore di condominio affinché mandi qualcuno a sistemare la perdita. Appuntamento fissato per la settimana successiva alle 8 di mattina. Alle 7 e quaranta minuti erano già alla porta (in realtà li ho sentiti per sbaglio bussare vista la mancanza di citofono e campanello), e ho scoperto che spesso i tedeschi sono più che puntuali, diciamo largamente in anticipo. Fortunatamente i due idraulici parlavano un po’ di inglese per cui c’é stata un minimo di conversazione che ha avuto più o meno questa dinamica:
IO: Scusate, ma com’è possibile che arrivo io e si verificano queste perdite, mentre con chi c’era prima niente?
IDRAULICI: Vedi, il muro è in grado di assorbire piccole perdite ma se uno si fa la doccia troppo spesso OVVIAMENTE non ce la fa!
IO: Ah! Quindi la colpa é mia che mi lavo tutti i giorni?!?
IDRAULICI: (alzata di spalle)
Ormai l’espressione perplessa è entrata a far parte del mio corredo rughe, perché di queste conversazioni ‘surreali’ ne ho avute abbastanza. 
Rimosso il piatto doccia, siliconato qui e là, sembrava tutto risolto. Ma così non era, in quanto a me era stato detto che la doccia era perfettamente  funzionante, mentre alla mia padrona di casa (o a chi per essa) era stato riferito che c’erano da cambiare dei tubi per i quali erano necessari lavori più lunghi e di entità tale che il condominio non li copriva. E cosí verso dicembre ancora una volta mi hanno risfondato la doccia e fatto altri lavori che mi sono rifiutato di sovraintendere data la mancanza di ferie che avevo (mancanza dovuta comunque a questa casa) e per tanto sono andato a lavorare lasciando questi sconosciuti a casa mia da soli. Ora pare che tutti funzioni, ma da che ho preso in affitto questa casa di originale c’é rimasta solo la tazza del water e poco altro, e vorrei puntualizzare che veniva reclamata come casa ‘chiavi in mano’, chiavi inglesi forse!
Argomento piú spinoso, ma fortunatamente l’ultima delle rogne successe, é il discorso internet. Senza addentrarmi anche in questo caso in inutili ovvietà, oggi come oggi dove vai se l’adsl non ce l’hai? Se poi ci mettiamo necessitá di comunicare via skype con parenti lontani e lavoro con possibilitá di essere fatto a casa (qualche volta), ci si rende facilmente conto perché l’avevo imposto come condizione vincolante per prendere in affitto la casa. La padrona di casa anche in questo caso non si é opposta, intestandosi tutto lei per altro, ma a patto che la connessione fosse condivisa tra i 3 inquilini (installazione obbligatoria lungo il corridoio comune) e che fondamentalmente mi occupassi io dell’installazione della linea. Dopo un rapido giro di siti e negozi (mediamarkt qui ha tutti gli operatori a pochi metri l’uno dall’altro), accantonata l’idea della fibra ottica (economica e soprattutto facile da installare poiché arriva tramite cavo dell’antenna televisiva, ma che purtroppo non copre la mia viuzza) ho ripiegato per quel sapore di casa che si chiama Alice ma che é qui erogata da O2. In fase di richiesta ho esplicitato a caratteri cubitali la volontá di installare una NUOVA linea telefonica, poiché ne io ne tantomeno la padrona  di casa (sic...) sapevamo se era giá presente una linea, ed inoltre era importante che fosse lungo il corridoio. Bene. Compilato il form di richiesta sul sito, vengo informato telefonicamente che a breve avrei ricevuto il modem - router wifi e che il tecnico sarebbe passato da me di li ad una settimana di mattina. Modem ricevuto senza intoppi, e tecnico arrivato di prima mattina, ma bene per me che non ho fatto tardi al lavoro. Da questo punto in poi é cominciato il calvario del via vai dei tecnici. Ve lo riassumo per brevitá:
  • Tecnico 1: trova una presa telefonica nella seconda stanza, decide di attivare internet su quella (sará poi mia premura chiamare un tecnico che la sposti lungo il corridoio). La presa risulta inattiva quindi mi chiede di andare in cantina a verificare nella centralina se ci sono problemi. Io gli dico che non sapevo di avere una cantina e che quindi non ho le chiavi, ma se mi dava cinque minuti chiamavo la proprietaria e mi facevo consigliare sul da farsi. Nemmeno il tempo di prendere il telefono che mi propina un modulo da firmare con cui ammetto di non essere in condizione di attivare una nuova linea (non avendo rispettato tutto quello che mi era stato detto per email) e che quindi verranno addebitati 75 euro alla proprietaria per l’uscita del tecnico. Io mi oppongo alla firma, e lui minaccia qualcosa che non ho ben capito, ma decifro la rabbia nei suoi occhi e firmo il maledetto modulo. Chiamo la proprietaria e anche lei non sapeva nulla di una cantina (sic...) e quindi avrebbe chiamato l’hausemeister per avere informazioni. Scopriamo che effettivamente l’appartamento non ha una cantina propria, ma il palazzo ha uno spazio comune al quale abbiamo accesso con le stesse chiavi del portone (le mitiche chiavi del portone) che io giá possedevo. Richiamo per un nuovo appuntamento.
  • Tecnico 2: arriva come sempre alle 8 e qualche minuto. Andiamo nella maledetta cantina e vede che non c´é linea (ma va?), quindi torniamo nell’appartamento e scopre che il cavo della linea telefonica é reciso all’altezza della porta d’ingresso (che poi era assolutamente ben visibile e mi chiedo perché il primo tecnico non l’avesse notato) ed é compito di Telekom provvedere alla riparazione e quindi mi avrebbero mandato un nuovo tecnico.
  • Tecnico 3: dopo mille e duecento telefonate, Alice decide di mandarmi un suo tecnico per velocizzare l’attivazione della linea (forse avevano capito che ero ad un passo dalla disdetta). Arriva il tecnico come sempre di prima mattina e mi chiede immediatamente un modulo xyzung che non capisco (lui NON parla inglese e io NON parlo tedesco, il che lo fa spazientire subito). Provo a telefonare ad un amico che possa tradurmi al volo e non risponde, chiamo l’agente immobiliare e non risponde nemmeno lui, al che il tecnico si mette a scrivere qualcosa su un foglio bianco e va via senza aver fatto nulla. Faccio tradurre ció che c’era scritto sul foglio e praticamente scopro che per qualsiasi lavoro che implica l’uso di un trapano IN CASA MIA devo chiedere autorizzazione ai condomini i quali tramite assemblea condominiale o hausmeister rilasciano un documento da dare a chi deve fare i lavori (e questo era il fatidico xyzung che voleva il tecnico!). Chiamo la proprietaria, la quale capisce che sono ad un passo dal dare fuoco alle sue proprietá, e contatta direttamente l’hausmeister il quale decide di mandare lui stesso dei tecnici a far riparare la linea e a spostarla lungo il corridoio.
  • Tecnico 4: liscia come l’olio. Se ne é occupata l’inquilina del secondo appartamento che nel frattempo si era trasferita. Torno dal lavoro e la presa telefonica era li, bella come il sole.
  • Tecnico 5: richiamo Alice per informarli che la linea ora c’era ed era attiva, mancava solo internet. Mi fissano un appuntamento per la settimana successiva di mattina. Aspetto a casa fino alle 13 e non si vede nessuno (notare che io sarei dovuto essere lavoro). Nero come una bestia faccio richiamare Alice chiedendo spiegazioni, e loro insinuano di aver fatto tutto il lavoro da remoto senza intervento presso la mia abitazione, ma stranamente di internet manco l’ombra. Rifissano un nuovo appuntamento.
  • Tecnico 6: ancora una volta non si presenta nessuno, ma comunque costringono le persone a stare a casa fino alle 13 poiché non si puó sapere a priori il tipo di intervento che faranno. Di internet manco l’ombra.
  • Tecnico 7: data l’ormai impossibilitá di chiedere permessi a lavoro, convinco (prego) la coinquilina a restare lei e fortunatamente il tecnico si é presentato. La sera torno a casa e vedo la luce DSL del modem illuminata, il che mi fa ben sperare. Accendo il computer, accedo alla linea wifi ma di internet manco l’ombra. Al che prendo manuale e pagina di configurazione e dopo un paio di improperi e una buona mezzora, con l’aiuto di un mio amico e il supporto morale della coinquilina, abemus internet!!! Da notare che comunque loro non avevano configurato un bel niente, e il modem Alice su linea Alice non é configurato ne autoconfigurabile. Roba che in Italia c´é dal 2005!
A tutto questo via vai aggiungete che sono passati 3 mesi dalla richiesta di attivazione, che ogni telefonata costava mediamente 4 euro (si, i customer care sono a pagamento e molto salati, pensateci bene quando sceglierete il vostro prossimo operatore!), dovevo cercare l’anima pia del mio amico, infondergli la mia rabbia, e pregarlo di incavolarsi al posto mio al telefono (essendo solo per tedescofoni), e in piú non ti danno mai un orario preciso (strano per essere in Germania) ma una ampissima finestra temporale in cui TU devi essere a LORO disposizione. Sommateci anche il NON funzionamento del citofono che mi costringeva alla finestra in attesa di questi stramaledetti tecnici e vi renderete conto del mio stato di stress. E con questo chiudo, perché mi sta tornando l’arrabbiatura di quei giorni.